Poesie, Recensione

Archivio del Bianco. Recensione su Il Rifugio dell’Ircocervo di Emmanuel Di Tommaso

Dipingere l’assenza: su “Archivio del bianco” di Stefania Onidi.

rchivio del bianco, Stefania Onidi
(Terra d’Ulivi Edizioni, 2020)

Un io-lirico che seduce con il vuoto, educa a uno sguardo puro sul niente, esplora le stanze della perdita; un “tu” che stringe il silenzio con i pugni, «accade fra le cinque e le sei», diventa un “noi” dal respiro diverso. Sullo sfondo un bianco (delle pagine e delle visioni) che non è solo elemento visivo ma anche sonoro, ritmico, è assenza di corpi, silenzio, gesto mancato. È un bianco antinomico che racchiude in sé il tutto e il niente, la pienezza e il nulla, come “el hombre” nei versi dell’anti-poeta per eccellenza Nicanor Parra posti a esergo di una delle sezioni del libro.

Così si presenta Archivio del bianco, libro di poesie di Stefania Onidi edito da Terra d’Ulivi nella collana “I granati”. Giunta alla quarta pubblicazione, Onidi ha aggiunto spessore e profondità alla propria voce poetica, che, come fa notare puntualmente l’amico-poeta Sergio Pasquandrea nella nota di lettura finale, è capace di dipingere versi dalla «bellissima evidenza visiva»

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